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SCARICA REATTORE LAMPADE A


    Contents
  1. Alimentatori - Ballast
  2. Reattori per Lampade a Scarica
  3. Alimentatori per lampade: a scarica, fluorescenti, alogene | Philips Lighting
  4. Reattori e accenditori per lampade a scarica

Scopri un'ampia gamma di reattori per lampade a scarica dei marchi più alti. Approfitta di: | Prezzi bassi | Spedizione rapida | Garanzia estesa |. La lampada a scarica è un tipo di lampadina basata sull'emissione luminosa per luminescenza . Poiché il reattore è avvolto su nucleo di materiale ferromagnetico (laminato per limitare la dispersione di energia per riscaldamento da correnti. In questa categoria sono disponibili reattori e accenditori per le più svariate lampade a scarica. Il reattore e l'accenditore sono indispensabili per l'accensione di. Alimentatore elettronico per lampade a scarica ad alta intensità Alimentatori elettronici per lampade a scarica, per illuminazione di interni Riduci. Maggiori. Era pubblicizzata come una sodio ad alta pressione. Mi è arrivato un reattore per una HPS (sodio) da W, ma la lampada è una HPL da

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Possono essere presenti elettrodi supplementari per l'innesco. Solitamente le lampade a bassa pressione sono a forma di tubo diritto o curvato a U, mentre le lampade ad alta pressione sono costituite da una piccola ampolla di quarzo adatto a resistere a temperature più elevate.

L'emissione luminosa è monocromatica o limitata alle righe di emissione spettrale del gas contenuto, se questo è a bassa pressione. Possono essere necessari diversi minuti perché la lampada inizi a produrre una luce accettabile e in molti casi questo è un limite. La tensione di rete non è sufficiente per innescare la scarica, per cui è necessario provvedere con opportuni circuiti a provocare una prima ionizzazione del gas. In altri tubi è presente un elettrodo di innesco posto a brevissima distanza da uno dei due elettrodi ordinari: questo elettrodo viene brevemente alimentato con la normale tensione di rete che, data la distanza ridotta, è ora sufficiente per innescare un piccolo arco; il riscaldamento e l'emissione di ioni e radiazioni provoca l'innesco del restante gas.

Un ulteriore metodo per accendere la lampada è quello di sottoporla a un campo elettromagnetico ad alta frequenza, da decine di kilohertz a molti megahertz.

Un dispositivo, lo starter, alimenta i filamenti con la tensione di rete per un breve tempo, provocandone il riscaldamento e quindi favorendo l'innesco della scarica.

I filamenti incandescenti infatti emettono elettroni avviando la ionizzazione del gas. Lo starter è sostanzialmente un interruttore, racchiuso in una piccola ampolla contenente gas rarefatto, in cui il contatto mobile è costituito da una lamina bimetallica che si deforma riscaldandosi. Nel caso l'accensione non andasse a buon fine, l'accenditore ripete la procedura appena descritta Un approccio alternativo consiste nel fornire al tubo una tensione elevata di migliaia di volt da un trasformatore.

Alimentatori - Ballast

Si elimina la necessità di riscaldare i filamenti e si possono alimentare tubi molto lunghi. Ogni alimentatore produce una corrente di scarica, che viene dispersa attraverso il conduttore di terra.

Il funzionamento di tipo induttivo degli alimentatori elettromagnetici comporta un fattore di potenza basso, che raggiunge spesso valori tra 0,3 e 0,6. È necessario, quindi, installare un condensatore di rifasamento per riportare il fattore di potenza a 0,9. Alimentatore elettronico autoscillante[ modifica modifica wikitesto ] L'alimentatore elettronico autoscillante semplifica notevolmente la gestione delle lampade fluorescenti rispetto a un alimentatore elettromagnetico.

Reattori per Lampade a Scarica

Grazie a una tensione di innesco interna l'impiego dello starter diviene superfluo, inoltre non è necessario alcun rifasamento , poiché il fattore di potenza è già superiore a 0, Gli apparecchi che montano un alimentatore elettronico consentono un funzionamento più economico, poiché necessitano di un assorbimento di potenza del sistema decisamente minore rispetto alle applicazioni tradizionali con alimentatori induttivi a parità di illuminazione.

Alcuni costruttori di alimentatori forniscono il numero massimo di alimentatori collegabili in funzione del tipo di interruttore di protezione utilizzato.

Molto diffuse sono anche le lampade dette fluorescenti compatte a risparmio energetico , costituite da un tubo fluorescente di piccolo diametro abbinato a un circuito elettronico di alimentazione. Il tutto è montato su uno zoccolo a vite simile a quello delle normali lampadine , al cui posto possono essere montate. Alimentatore elettronico a componenti integrati[ modifica modifica wikitesto ] Questo alimentatore utilizza circuiti integrati compreso un oscillatore programmabile per il controllo della lampada.

Il circuito risonante la trasforma in un'onda dall'andamento sinusoidale. Ecco come funziona, in breve, una lampada con circuito di controllo elettronico. Tipi più comuni[ modifica modifica wikitesto ] Il fenomeno dell'emissione di luce da parte di una scarica elettrica è stato studiato a partire dalla seconda metà del XIX secolo da scienziati quali Charles Wheatstone e Jean Foucault.

La scarica era ottenuta accostando due elementi metallici o barrette di grafite in aria atmosferica. Questo tipo di lampada è stata usata per diverso tempo prima dell'invenzione della lampadina a incandescenza e anche successivamente dove erano richiesti flussi luminosi elevati.

Gli svantaggi principali di questa tecnica sono: il rapido consumo degli elettrodi, la necessità di regolarne continuamente la distanza sia per l'innesco che per il deterioramento , l'instabilità della luce prodotta e l'eccessiva intensità di questa per usi comuni. I primi problemi erano in parte risolti con l'utilizzo di meccanismi a orologeria che avvicinavano progressivamente gli elettrodi. Successivi studi e perfezionamenti crearono una varietà di lampade in cui la scarica avviene attraverso un gas a pressione inferiore a quella atmosferica.

Durante l'accensione a freddo, il sodio è depositato attorno al bulbo interno e la scarica avviene in una miscela Penning composta da Argon e Neon. La scarica in questa miscela provoca il repentino riscaldamento della lampada, fino a raggiungere la temperatura di fusione del sodio.

Alimentatori per lampade: a scarica, fluorescenti, alogene | Philips Lighting

È usata nell'illuminazione stradale in incroci soggetti a nebbia. Grazie all'emissione monocromatica in una lunghezza d'onda ottimale per l'occhio umano, presenta una efficienza luminosa molto elevata. Sodio ad alta pressione SON [ modifica modifica wikitesto ] Una lampada al sodio del tipo SON da watt Aumentando la pressione, il vapore di sodio si allontana dallo stato di gas ideale e il suo spettro di emissione si allarga rispetto alla riga spettrale monocromatica tipica.

Particolari accorgimenti costruttivi fanno fronte all'aggressività chimica del sodio. Sodio ad altissima pressione SDW [ modifica modifica wikitesto ] Il funzionamento di questo tipo di lampada è comparabile con quello delle lampade SON, ma differisce la pressione interna del gas: aumentando la pressione lo spettro di emissione si arricchisce di linee spettrali, rendendo questa lampada una valida alternativa alle comuni lampade ad alogenuri metallici in ambienti dove il rischio di contaminazione in seguito a esplosione deve essere evitato.

Reattori e accenditori per lampade a scarica

Lo stesso argomento in dettaglio: Lampada ad alogenuri metallici. La diversità delle polveri fluorescenti permette di ottenere differenti qualità di luce.

In relazione al tipo di polveri fluorescenti utilizzate, che influenzano la qualità di luce emessa, le lampade fluorescenti possono essere ricondotte a due principali famiglie.

Uno degli elementi fondamentali per la qualità della luce emessa è proprio la composizione dei sali fluorescenti utilizzati nel rivestimento del tubo.

Alle estremità del tubo si trovano gli elettrodi costituiti da un filamento di tungsteno, a doppia o tripla spirale, rivestito di particolari sostanze che accentuano la capacità di emettere elettroni. Fra le lampade a catodo preriscaldato sono annoverate anche quelle che impiegano un particolare tipo di reattore chiamato tachistart e rapidstart.

Ad accensione istantanea sono anche le lampade rapidstart che vengono fornite con la striscia metallica già presente oppure, a sostituzione della striscia metallica, con uno strato conduttivo interno al tubo fig. Un altro tipo di lampada fluorescente, sempre a catodo caldo ma che non necessitano di preriscaldamento, sono le fluorescenti a catodo caldo non preriscaldato meglio note col nome commerciale di slimline.

A differenza dei normali tubi fluorescenti, non necessitando di preriscaldamento, anziché con i soliti doppi contatti si presentano con un solo contatto per ogni estremità e devono essere alimentate tramite speciali alimentatori in grado di fornire una tensione di valore più elevato sufficiente ad innescare la scarica. Sono commercializzate con potenze non molto elevate, presentano una buona vita media non essendo sottoposte a preriscaldamento e sono principalmente impiegate, installate in modanature e superfici sporgenti, per illuminamenti indiretti.

Il principio di generazione della luce è analogo a quello delle lineari, ma per forma, dimensioni e tipo di attacco sono praticamente simili alle lampade ad incandescenza tradizionali. Negli ultimi tempi sono entrate in diretta competizione con le storiche lampadine e stanno acquistando fette di mercato sempre più consistenti.